Da anni ne ha fatto la materia del suo tempo libero. Solo nel confronto diretto con la materia calando tutto se stesso nel rapporto artistico, trova modo di esprimere le sue emozioni e le sue sensazioni.
E’ la sua sensibilità che ricava forme e segni dalla massa legnosa ed è la sua manualità abilissima che toglie il superfluo per scovarne l’anima, la vita e
la forma che è insita nella sua idea di artista.
Nascono così le opere di Salvatore Guida, plasmate attraverso un percorso di contatto, coscienza, conoscenza ed identificazione che le superfici stratificate testimoniano a più livelli. Dopo un inizio in cui i colori erano solo un’aggiunta alla forma, oggi i toni cromatici, le ombre ed anche i contorni nascono direttamente
dal legno.
Salvatore Guida nasce il 6 dicembre 1951 in Sicilia, una terra forte ed intensa,
calda e vulcanica, inebriante di profumi, satura di colori, dove vibrazioni e contrasti si esaltano.
Arriva molto giovane a Pavia, inizia lavorando nel settore dell’arredamento e prosegue con l’apertura di un centro per il fai da te; l’inserimento nel mondo produttivo gli consente così di poter sviluppare i suoi talenti e potenziare le sue attitudini affinando insieme il gusto.
In privato però dedica il suo tempo a lavorare il legno, attraverso una continua esperienza di stili e creazioni che si evolvono fino a creare opere d’arte, che ora propone al pubblico, per comunicare e confrontare le sue profonde emozioni spinte a raccontare l’essenza della propria vita attraverso bellezza, fascino e calore del legno.
Paola Civardi

Dove il gesto incontra il pensiero Io dipingo
C’è un cane che guarda un’ape. Non è un cane qualunque: è vestito di arcobaleno. E quell’ape, minuscola e metallica, vibra come un pensiero che punge e vola via.
Ecco, forse è così che dipingo: cercando l’incontro tra ciò che non dovrebbe incontrarsi; Il tenero e il pungente; il gioco e la tensione, il gesto e il pensiero.
Non ho studiato pittura, ma l’ho vissuta. E’ arrivata piano, come una curiosità che diventa necessità.
Ho comunciato a dipingere per esplorare, poi per raccontare, ogni opera è un piccolo teatro silenziono, dove i colori parlano al posto mio.
Cosa mi ispira: Mi ispirano gli accostamenti improbabili, le relazioni invisibili e i contrasti che fanno vibrare. Mi affascinano i colori che non chiedono permesso, i soggetti che sembrano usciti dal un sogno ironico. Cerco l’emozione che si nasconde dietro un dettaglio, il significato che non si può spiegare.
Dipingo per creare legami tra forme, tra idee, tra chi guarda e chi immagina.
Invito alla visione: Questa galleria è una spazio aperto, non serve capire, basta lasciarsi toccare.
Se ti va esplora le mie opere: forse troverai un cane che guarda un’ape o qualcosa che ti guarda dentro.




